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Cinema & Latina = Arriva Fairytale
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2012




"Fairytale  (letteralmente Racconto Fantastico)  è il primo film supernatural-thriller italiano, prodotto da Onemore Pictures e da Rai Cinema, per la regia di Ascanio Malgarini (artista degli effetti visivi digitali) e Christian Bisceglia, interamente girato nella città di Latina. Con effetti speciali 100% italiani che faranno ricredere molti sul fatto che il cinema italiano low budget non può avvalersi di tecnologie di lusso.
Un film che è stato girato in quattro settimane e poi sarà lavorato in computer grafica per altri sei mesi... Una volta ultimato sarà presentato al Festival di Cannes e poi distribuito a livello nazionale da Rai Trade".

di Roberta Colazingari, Ego




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L’impegno civile secondo Alfredo Jaar
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2012


Nel 1977 Alfredo Jaar realizzò un’Inchiesta sulla felicità in Cile, suo paese natale. Distribuì dei volantini ai passanti con scritto “Siete felici?”, chiedendo loro di rispondere davanti a una telecamera. Registrò centinaia di testimonianze, tutte commoventi. Ma nessuno volle mostrarsi con il volto scoperto: erano gli anni della dittatura di Pinochet.

Quest’inchiesta fu il primo progetto pubblico di Jaar, momento in cui affermava l’impegno civile e politico come base del suo lavoro. Vivere accanto alle persone, permettendo loro di comunicare, certo che l’esperienza e la realtà vissuta veicolino molto più la verità di centinaia di scatti fotografici, con la loro pretesa di registrare fedelmente l’accaduto, mentre sono solo segni che stanno tra la nostra esperienza e quella dell’altro. Non per questo Jaar esclude la fotografia dai propri strumenti, anzi, egli è soprattutto fotografo, oltre che architetto e filmmaker. Ha realizzato numerosi progetti con migliaia di immagini fotografiche nei paesi più a rischio, oppressi da dittature e da guerre civili (spesso trovandosi sul posto prima dei giornali o delle telecamere) oppure occupandosi di casi politici, lasciati ai margini dell’informazione.

Anche se nella fase iniziale degli stessi ci sono quasi sempre eventi tragici, Jaar non si pone come scopo la denuncia – si denunciano da sé - ed è consapevole di come alcune immagini, soprattutto quelle più cruente, siano pericolosamente strumentalizzabili e rischino di non suscitare compassione né tanto meno una reazione in chi guarda. Così compie delle scelte ben precise, come in The Rwanda Project, il suo progetto più lungo che lo ha impegnato dal 1984 al 2000. In Ruanda scatta 3000 fotografie, ma, al momento di farne un progetto espositivo, invece di mostrare le foto dei massacri – ai quali aveva assistito ancor prima che le comunità internazionali intervenissero – difficili da rappresentare senza distacco, preferisce focalizzarsi su altro, su quegli aspetti che restituiscono umanità a un paese dilaniato dalla guerra.

Sceglie così di ritrarre uomini vivi che sfilano davanti all’obiettivo e attribuisce a questa foto un titolo inquietante Waiting. Sceglie di raccontare la storia di una donna, che ha assistito allo sterminio della propria famiglia, attraverso un testo che scorre su due light-box e che termina con un primissimo piano degli occhi di lei (The eyes of Gutete Emerita). La storia di una sopravvissuta al massacro ha più carica empatica delle tante immagini drammatiche alle quali siamo ormai tristemente abituati…

Sono di un tono diverso, ma ugualmente carichi di pathos, i numerosi lavori che Jaar ha in corso in Italia, il più importante dei quali, l’ultimo atto di un progetto unitario dedicato ad Antonio Gramsci, The Gramsci Trilogy, in mostra a Roma.

Il primo atto della trilogia è stato presentato da Lia Rumma a Milano, nel dicembre 2004, ed è stato preceduto da un prologo, Alla ricerca di Gramsci, formato da 36 scatti fatti a Roma in un giorno di marzo del 2004, mentre la città era impegnata in una manifestazione pacifista. Un’inchiesta per immagini sulla condizione degli intellettuali in Italia, partita con la visita alla tomba di Gramsci al cimitero acattolico e terminata con l’incontro con Toni Negri, uno dei personaggi più impegnati contro la lotta agli effetti devastanti della globalizzazione.

Da Lia Rumma Jaar ha esposto Infinite cell, la ricostruzione della cella dove fu imprigionato Gramsci, allo studio Stefania Miscetti, Le ceneri di Gramsci, un modellino di architettura – o archeologia industriale? – che racchiude la foto dell’esplosione di una stella, che si abbassa e si rifrange in specchi, dando vita a un riflesso infinito. Al MACRO, Lasciate che cento fiori sboccino, un’installazione che prende il titolo da una poesia cinese di 25 secoli fa, ispiratrice del movimento dei cento fiori lanciato da Mao Tze Tung negli anni Cinquanta, in difesa della libertà e della pluralità di pensiero. In una stanza fredda e ventosa, tra la vita e la morte, sono collocate 25 vasche di alluminio contenenti fiori, che omaggiano la tomba di Gramsci, ripresa in diretta dal cimitero e proiettata sullo sfondo dell’installazione.

Sono tutti tasselli di una riflessione sul mondo intellettuale (non a caso Le ceneri di Gramsci è anche il titolo di un poemetto di Pasolini, nato anch’esso dalla visita del poeta alla tomba di Gramsci) che viaggia nei secoli per ricordare come, nonostante siano trascorsi centinaia di anni, ancor oggi gli intellettuali non sono liberi di manifestare le proprie idee oppure vivono in una società che censura il loro coraggio e l’esigenza di protesta.

Gramsci è stato un modello, un esempio di lucidità intellettuale: “Il mio stato d’animo è tale che anche se fossi condannato a morte, continuerei ad essere tranquillo e anche la sera prima dell’esecuzione magari studierei una lezione di lingua cinese per non cadere più in quegli stati d’animo volgari e banali che si chiamano pessimismo e ottimismo: il mio stato d’animo sintetizza questi due sentimenti e li supera: sono pessimista con l’intelligenza ma ottimista con la volontà” (19/12/1929).

www.alfredojaar.net

Articolo pubblicato su Espoarte n.36 – agosto/settembre 2005


di Laura Fanti




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Tutti gli e-book di Fernando Bassoli & Francesca Lulleri
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2012


Cliccate sulle copertine, amici e lettori per le informazioni:

 

I RACCONTI DEL 2012

http://www.compraebook.com/565/I-racconti-del-2012

 

 

 

 

IL CUORE OLTRE L'OSTACOLO

http://www.compraebook.com/566/Il-cuore-oltre-lostacolo

 

 

 
 
 
 

 

UNA VITA SBAGLIATA

http://www.compraebook.com/197/Una-vita-sbagliata

 

 

 

ELISIR   (Poesie)

http://www.compraebook.com/187/Elisir

 

 

 

COME CAMMINA UN UOMO SENZA GAMBE?

http://www.compraebook.com/189/Come-cammina-un-uomo-senza-gambe

 

 

TRE DONNE

http://www.compraebook.com/190/Tre-donne

 

 

 

 

RACCONTI SURREALI

http://www.compraebook.com/191/Racconti-surreali

 

 

 

IL VERO VOLTO DELLE DONNE

http://www.compraebook.com/192/Il-vero-volto-delle-donne



 

 

COME CAMPA UN UOMO SENZA SOLDI?

http://www.compraebook.com/193/Come-campa-un-uomo-senza-soldi

 

 

PROFUMI POSTUMI

http://www.compraebook.com/194/Profumi-postumi

 

 

 

RACCONTI ANARCHICI

http://www.compraebook.com/196/Racconti-anarchici

 

 

 

 

 Videoletture:

 

 

 
La scelta di Griselda - 1a parte

(cliccare sui video...)
 


La scelta di Griselda - 2a parte

 

 


 

 



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Pubblicato l'ebook I RACCONTI DEL 2012
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2012



http://www.agoravox.it/Pubblicato-l-ebook-I-Racconti-del.html




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Siamo tutti malati di pallone - capitolo 18
post pubblicato in Diario, il 18 gennaio 2012


http://static.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/sport/calcio_italiano/2010/08/26/gigi_riva_lp.jpg

(Gigi Riva, un mito del calcio italiano)


La sconfitta patita nel derby dal Milan ex capolista conferma che questo campionato è più che mai incerto. E qui sta oggettivamente il suo fascino. L’Inter delle sei vittorie consecutive made in Ranieri è la squadra del momento, ma bisognerà vedere se le energie nervose spese per la non facile rimonta lasceranno scorie nei muscoli degli atleti. La Juve postcalciopoli è ancora poco convincente – soprattutto in difesa – e i mezzi passi falsi interni (l’ultimo contro il Cagliari) la dicono lunga sul reale valore di una rosa che ha molti, forse troppi elementi da gestire e tenere sulla corda, l’ultimo in ordine di tempo Marco Borriello, preso un po’ a sorpresa dalla Roma (serviva davvero?).

ZONA EUROPA LEAGUE -
A ben guardare il gioco migliore è stato espresso dall’Udinese (strepitosa fino a questo momento la sua stagione). Anche se Di Natale-dipendente, l’undici di Guidolin naviga stabilmente nei quartieri altissimi, ma rischia di pagare un prezzo elevato all’impegno in Coppa d’Africa di alcuni dei suoi, come si è potuto vedere a Genova, con la sconfitta un po’ a sorpresa per 3-2.
Forse potrà durare più la Lazio, che ha il grande merito di avere tra i suoi un bomber doc come il panzer Klose, un nome una garanzia, ma resta il fatto che Reja deve perfezionare una rosa di calciatori alla quale manca qualche petalo soprattutto in difesa.
Si è ripresa alla grande la Roma che tanti dubbi aveva sollevato nell’avvio di stagione. Il lavoro di un esperto come Sabatini sta dando i suoi frutti. Ce lo conferma l’esplosione di talenti purissimi come Lamela e Pjanic o l’altissimo rendimento di Osvaldo fino all’infortunio. Giunto nella Capitale tra molte perplessità, l’italoargentino che piace anche a Prandelli si è rivelato un affare.
Delude invece il Napoli, troppo lunatico e distratto dalla Champions, che sta perdendo tante occasioni per superare l’esame di maturità, come evidenziato anche nel sorprendente pareggio del San Paolo ottenuto da un volitivo ma non irresistibile Bologna versione Pioli, il quale ha il merito tecnico di avere lanciato coraggiosamente nella mischia un talento giovanissimo come il francese Taider, che lo ha ripagato con un’ottima prestazione.


IN RITARDO -
Un disastro la Fiorentina. Dopo lo 0-3 esterno di Coppa contro la Roma, la sconfitta interna col fanalino di coda: il fragile Lecce. Un rigore di Di Michele è bastato per tornare nel Salento con tre punti di platino. Delio Rossi avrà molto da lavorare per ridare la proverbiale brillantezza al gioco in velocità dei toscani. Peggio ancora sta facendo un indecifrabile Palermo, che continua a cambiare allenatore mentre dovrebbe finalmente pensare di cambiare qualche giocatore (in difesa). Dopo il rovescio interno col Napoli, un’altra sorprendente sconfitta: quella a casa di un più che mai pimpante Chievo. Non ci siamo. Ottimo invece il rendimento del Catania di mister Montella (1-1 contro la Roma, ma la partita è stata sospesa per il maltempo e servirà una seconda puntata per disputare i 25 minuti più recupero mancanti). Poche speranze di salvezza per la matricola Novara (0-3 nello “spareggio” di Cesena), mentre i bianconeri di Romagna hanno un asso nella manica che risponde al nome di Adrian Mutu. E scusate se è poco. Cagliari, Parma e Atalanta hanno invece la possibilità di raggiungere agevolmente i 40 punti che vogliono dire salvezza pressoché matematica.



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L'Euro (che ci ha rovinati) è ormai in discussione
post pubblicato in Diario, il 18 gennaio 2012


da Wall Street Journal 10-1-2012

"L'Euro è stato un esperimento nobile ma è fallito. Invece di sciupare risorse per tentare di salvarlo, per esempio con la creazione di fondi di soccorso, sarebbe preferibile che l'Unione Europea e gli Stati studiassero il sistema migliore per tornare alle monete nazionali."

(Robert Barro, prof. di Economia di Harward, tra i più stimati d'America)



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Dopo il naufragio
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2012


Quell'immagine della nave semiaffondata è l'icona perfetta dell'attuale situazione italiana.
Grandi mezzi, grandi possibilità, orizzonti importanti ma i viaggiatori/cittadini sono male guidati perché al comando non sono state messe le persone giuste.
Parliamoci chiaro: sembra il naufragio di un film di Fantozzi. Ci mancava solo Filini al timone e la Silvani che distribuiva i salvagenti...
Questa consuetudine poi di passare a salutare vicino la costa: una follia pura!
Se questa era la prassi stiamo messi proprio male ragazzi!
E' come se un treno in prossimità della stazione lasciasse i binari per accostare e salutare i presenti, assurdo!
Ora tutti a massacrare il capitano, ma come vedete è sempre tutto il sistema normativo che non va. Perché avere tollerato queste manovre per chissà quanti anni mi pare altrettanto grave.




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Ecco a voi I RACCONTI DEL 2012
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2012


Ormai è palese che qualcuno sia venuto a trovarci all’origine dei nostri tempi, qualcuno che col passare degli anni è stato divinizzato perché veniva dall’alto… dallo spazio infinito.

Ne parla l’Enuma Elish dei Sumeri, indicando gli Anunnaki come coloro che discesero dal cielo, ne parlano gli Egiziani, i Maya, ne parlano tutte le religioni antiche indifferentemente, in ogni parte del mondo. Qualcuno dall’alto è disceso sulla terra per aiutarci. E non si trattava di qualcosa di trascendente ma semplicemente di visitatori… di uomini come noi, che ci hanno aiutato ad evolvere più velocemente.

I racconti del 2012 sono una testimonianza di questi visitatori… sono pagine scritte attraverso il tempo, attraverso antiche memorie… tracce di antichi passaggi… mute testimonianze che gridano attraverso le lettere un’altra sconvolgente storia. Una storia differente da quella che ci è sempre stata raccontata… perché tutti noi abbiamo un’origine stellare… tutti noi… siamo fatti a immagine e somiglianza… non di qualcosa di astratto e di invisibile… ma di qualcuno… che forse sta per ritornare…

(Francesca Lulleri)




Tutte le info qui


http://www.compraebook.com/565/I-racconti-del-2012


Riuscirete a sopravvivere al 2012 senza avere letto questo libro?




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Gli scritti sull'Arte del critico Laura Fanti
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2012


Cari amici e colleghi,

All'indirizzo laurafanti.wordpress.com

troverete miei articoli editi e non.

Ho dato il via con un inedito su Cézanne:

Paul Cézanne, il filosofo apollineo e i colori della Provenza.

Buona lettura e un caro saluto a tutti,

Laura Fanti

http://laurafanti.wordpress.com/



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Un tuffo nel blu!
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2012


Alessandra Roma mi segnala questo spettacolare video:

http://www.youtube.com/watch?v=BksZXvo8lHs




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La situazione italiana
post pubblicato in Diario, il 26 dicembre 2011


La situazione è grave, ma a ben guardare non c'è troppo da preoccuparsi: l'Italia farà altri debiti coi soliti noti, Usa in testa, è dal piano Marshall postbellico che va avanti così. Faremo debiti, sennò perché andiamo a baciare i piedi (le mani nel caso di mr. B. col defunto Gheddafi, pace all'animaccia sua) a tutti i potenti del mondo da decenni?
Il punto non è il bilancio dello stato tout court ma il fatto che categorie sempre più ampie di cittadini disagiati saranno inevitabilmente abbandonate a sé stesse, anche a causa della debolezza cronica dei sindacati.
Faccio un piccolo esempio concreto: la Regione Lazio non ha soldi per le famiglie con persone portatrici di gravi handicap e il Comune di Latina non può anticipare nulla. Queste famiglie attendono contributi da oltre 5 mesi. Ecco il vero volto della situazione attuale. Per i vitalizi dei consiglieri i soldi invece si trovano sempre.
L'Italia non fallirà. Falliranno i singoli cittadini, come sempre.



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Ritornare alla Lira, battere doppia moneta, no all'Euro
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2011


L'idea di uscire dall'Euro si sta diffondendo anche in ambienti bancari. Io stesso non credevo alle mie orecchie.

Non solo bisogna tornare al più presto alla Lira, ma studiare l'introduzione della doppia moneta, cioè far circolare una moneta spendibile solo dai residenti in un territorio provinciale dato. Un po' come si ipotizzò per Aprilia qualche anno fa.

L'Europa che ci hanno prospettato non esiste, è solo un ottimo affare per pochi speculatori. Gli inglesi sì che avevano visto lungo.

Uscire dall'Euro è il punto di partenza per costruire una nuova Italia. E non state troppo a sentire gli economisti. Quelli di economia non capiscono un bip. E' gente che non ha mai firmato una cambiale.

Parlatene coi vostri conoscenti, datemi una mano, sentite cosa vi dicono, raccogliete idee. Ci dicono che siamo in recessione. No, non siamo in recessione: siamo già falliti.




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Narrativa - Uscito il mio nuovo ebook
post pubblicato in Diario, il 6 dicembre 2011


Dopo lunghi anni di lavoro silenzioso è disponibile il mio nuovo libro in formato ebook.



Si intitola Il cuore oltre l'ostacolo e racconta la tragicomica vita di Djalmo Piciarelli alias l'Uomo senza gambe.

Per ogni info contattate Francesca, che ha realizzato la copertina, a questa mail

spazio2999@gmail.com

I giornalisti che vogliono il libro per recensione mi contattino invece qui:  fernandobassoli@virgilio.it


Buona lettura e buon divertimento a tutti

fer






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No a Monti torniamo al voto
post pubblicato in Diario, il 25 novembre 2011


Annuncio lotta dura contro questo governo di superprofessori che sostanzialmente non hanno mai lavorato per davvero e che hanno trascorso la loro vita a leggere i ricchi estratti conto bancari loro intestati. Io lo sapevo che bisognava andare subito alle elezioni, anche se con una legge elettorale del cavolo. Queste persone, me le ricordo bene ai tempi dell'università, non hanno la minima idea di quello che i cittadini tartassati e con lavori incerti sono costretti a fare ogni giorno per sopravvivere, e sottolineo sopravvivere.

Bisogna aumentare le pensioni minime, vietare i contratti a termine, abolire il canone Rai e il bollo auto, intervenire sul caro-assicurazioni, le più alte d'Europa, calmierare il prezzo della benzina, confiscare tutti i beni alla mafia e usarli a beneficio della comunità, azzerare o quasi i costi della politica, ripensare il ruolo delle banche che non devono più essere strozzini autorizzati, diminuire la pressione fiscale e soprattutto fare pagare le tasse alle grandi aziende che le hanno sistematicamente evase per decenni!

Perché Monti non dà mandato alla Finanza di andare a vedere in ogni comune del sud, ma anche del nord, come si sono formati certi patrimoni?

Vanno aboliti TUTTI i vitalizi di TUTTI i parlamentari di TUTTE le legislature!
L'Italia non può più permettersi di regalare soldi a gente che ha tenuto le chiappe al caldo su una poltrona per 2-3 anni (facendo poi cosa?). Non si può dare pensioni di 400 euro agli indigenti e 3000 Euro al mese di vitalizio a Cicciolina.

Ma poi perché dobbiamo pagare sti vitalizi?

Ci vuole maggiore giustizia sociale, altro che chiacchiere!

 

Politici italiani... vergognatevi!




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Monti ma cosa vuoi fare?
post pubblicato in Diario, il 24 novembre 2011


 
I nostri governanti non vogliono capire, perché gli fa comodo, che il gioco oggi sarebbe quello di far entrare più soldi possibili nelle tasche degli italiani, ad esempio aumentando le pensioni minime e mettendo mano ai contratti di lavoro atipici di merda che tutti conosciamo. Questi invece vogliono fare sparire il contante! Vogliono consegnarci alle banche, per loro la carta di credito è un santino laico! Ma dietro il santino, ci sono solo gli strozzini, sempre gli stessi, che tutti conosciamo! Aprite gli occhi!



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Narrativa contemporanea: "Quando le volpi si sposano" di Rossana Carturan
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2011


 

 

Non conoscevo bene quest’autrice e devo dire che il suo romanzo “Quando le volpi si sposano”, finalista al Premio Carver 2011, è stato davvero una piacevole scoperta.

Fin dai primi capitoli la Carturan mostra di saper scrivere bene, evidenziando un ricco percorso di letture e raccontando senza eccessi, senza cioè ricorrere alla scorciatoia del linguaggio di fuoco oggi “di moda” ovunque, perfino in politica, una vicenda familiare complessa, che mi ha ricordato le atmosfere di certi libri di Isabel Allende, per lo stile nitido e per l’attitudine a costruire periodi eleganti, senza mai cercare di strafare.

E’ proprio in questo equilibrio espressivo che riconosco il talento dell’autrice, la quale cambia ambientazione con disinvoltura - passando dall’Agro pontino a Parigi - e dà ai propri personaggi nomi spesso coerenti alla loro anima.

Il libro, che si presta a una trasposizione cinematografica, narra, tra colpi di scena e dissolvenze incrociate, la storia di una donna, Margherita, che viene spedita in collegio a soli sette anni, per non fare la stessa fine della madre (leggendolo si capirà di più).

Quando, molti anni dopo, torna a casa di nonna Esmeralda, detta la Centenaria, ritrova il rigore e i pregiudizi di un tempo, come se nulla fosse cambiato rispetto a quando era bambina. Perché in questo vecchio podere dove le donne – spesso figlie illegittime - non possono indossare i pantaloni, il tempo sembra essersi fermato. Non c’è spazio per televisione, radio o altre "diavolerie". Nemmeno per l’acqua calda…
Tutto deve restare com’è, almeno in apparenza.

Le inquietanti scoperte che seguiranno sono forse da interpretare come metafora della complessità dei singoli, che proprio nel relazionarsi agli altri spesso svelano il lato oscuro che si nasconde in ognuno di noi. “Chi siamo veramente?” viene da chiedersi. Rispondere non è semplice.

Pagina dopo pagina, il lettore ha la costante sensazione che qualcosa di straordinario possa accadere, anche per effetto di alcune brillanti trovate, come quella che dà il titolo a questo lavoro, ma in buona sostanza la partita si gioca tutta sul rapporto psicologico tra i personaggi, come il conflitto tra la lieve e candida Margherita (nomen omen) e l’arcigna, conservatrice nonna Esmeralda.

Se sulle spalle di quest’ultima pesano le vicende scabrose di un’esistenza fatta di poche ma incrollabili certezze, negli occhi della nipote – la donna nuova, colei che porta con sé il vento del cambiamento, coi rischi del caso - brilla la luce della curiosità verso un futuro da scoprire giorno dopo giorno.

Ma forse è la mano del destino che la manda a riscattare figure come Peppina, la figlia folle di Esmeralda, che muore a tavola dopo avere vissuto per 60 anni confinata nella “stanza azzurra”. O come Assunta, bella ma illibata e (forse proprio per questo) nevrotica. O la giovanissima Irene che sogna (inutilmente) di partecipare a una trasmissione per guadagnare tanti soldi e vivere il classico quarto d’ora di celebrità. O la terribile, ricca zia Diamante, abile a muoversi tra lecito e illecito, appassionata di corse di cavalli clandestine.

A sanare la frattura tra due visioni pericolosamente opposte non potranno che essere i buoni sentimenti, perché se nemmeno il vento riesce a scalfire la roccia (Esmeralda) è anche vero che a volte un “Ti voglio bene” autentico vale più di mille parole ragionevoli, ma aride.

è forse questa mancanza di certezze che rende la vita una corsa verso l’ignoto, perché odio e amore sono due fiumi che si incontrano e si lasciano senza sosta, lasciando in bocca il sapore amaro dell’indefinibilità dei rapporti. Ma, a ben guardare, vecchiaia e giovinezza sono solo due facce della stessa medaglia: l’una non ha senso senza l’altra, perché una medaglia con una sola faccia non ha valore e sostanzialmente non può esistere.

A voler fare i pignoli, l’unico limite che posso trovare a “Quando le volpi si sposano” è la mancanza di un personaggio maschile più forte, che avrebbe (forse) aggiunto sale e pepe a una storia raffinata, molto al femminile. Che sia lo spunto per un seguito?

Quando le volpi si sposano, Rossana Carturan, Navarra Editore, pagg. 176, Euro 14,00

Foto di copertina: Marella Montemurro




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Narrativa contemporanea/Almeno mi racconto, di Daniela Rindi
post pubblicato in Diario, il 8 novembre 2011


Questa raccolta di racconti brevi (ben 48) di Daniela Rindi può definirsi l’opera postmoderna di una donna che sembra avere recepito nella sua scrittura, non so quanto consapevolmente, i ritmi veloci e imprevedibili del nostro contraddittorio tempo, col suo caratteristico bombardamento di informazioni che giungono da mille fonti, spesso lasciandoci storditi, se non travolti.




Mai come oggi, chi si ferma è perduto. Si corre, oh se si corre… col corpo e con la mente, ma prigionieri di una sorta di effetto-giostra che dilata corpi e colori e relativizza tutto, perfino il senso di inadeguatezza della donna-cannone, icona della diversità in senso lato, protagonista della novella d’apertura, col suo piccolo dramma personale dell’obesità, che gli altri non possono minimamente capire o accettare.

L’uomo, poi, ci mette sempre del suo per complicarsi la vita. “Viviamo in un mondo di paradossi ed il bello è che cerchiamo sempre la logica delle cose, il senso, la motivazione…” scrive l’autrice, fornendo così un’altra importante chiave di lettura dei suoi testi. In questo innato bisogno di approfondire sta forse una spiegazione della nostra eterna infelicità e della relativa inquietudine…

La frenesia del quotidiano, la banalità omologante del tirare a campare che inquina la nostra società fa mancare tragicamente gli stimoli culturali giusti, stemperando le emozioni forti, facendole morire in gola. Rendendoci automi/consumatori senza spirito critico. Non a caso alcuni personaggi rindiani sembrano vivere una sorta di osmosi (a tale proposito si legga “Dis-play”) con diavolerie tecnologiche di ogni genere, dal navigatore di “Tom”, un racconto dal finale davvero riuscito e sorprendente, fino alle mille opzioni offerte dall’uso del pc, da facebook alle infinite chat esistenti, dalle classiche e-mail ai forum di discussione fino agli anti-virus. Tutte cose divenute rapidamente familiari, che promettevano di moltiplicare relazioni, occasioni di conoscenza e condivisioni di esperienze. Il risultato è stato però opposto: la molteplicità delle possibilità ha finito per rendere tutto maledettamente effimero, sterile, fino a svuotarci dell’entusiasmo iniziale (“Anche a Milano ci si può annoiare, se ci si mette d’impegno”). Ed è forse da questo senso di umiliante, insopportabile svuotamento, di percezione della propria singolare inutilità, che nasce l’esigenza di scrivere. Perché scrivere vuol dire provare a costruire storie per ritagliarsi un mondo rassicurante come il grembo materno (vedasi “La bolla-mondo”) dove dimenticare la pesantezza di giorni sempre uguali, ritrovare la propria autenticità e riscoprirsi problematici individui e non semplici numeri o, peggio, utenti, magari tornando – seppure per poco – bambini, costantemente alla ricerca di quell’amore che inseguiamo disperatamente per tutta la vita. Spesso illudendoci di averlo trovato, perché l’importante è sempre e comunque sognare la felicità (almeno questo lasciatecelo).

La vita è così complicata? Almeno raccontiamoci!




(Nella foto: Daniela Rindi)


Il libro, che a Latina è stato presentato da Feltrinelli l’8 novembre con letture di Rossana Carturan, è distinto in due parti chiamate: “Microstorie isteriche di donne quasi sane” e la speculare versione al maschile. Microstorie, sì: perché un certo minimalismo, formale e sostanziale, è il filo rosso dell’opera, a conferma di una tendenza generalizzabile a gran parte degli autori del terzo millennio.

Guardiamo molto al nostro ombelico: inutile negarlo. Nella società dell’immagine per antonomasia questo è inevitabile. Ma la Rindi riesce ad andare oltre perché, buon per lei, ha capito che il bello della narrativa è che gli asini possono volare – sta lì la differenza col giornalismo, che è prima di tutto cronaca del reale –, i cani parlare, le nuvole indossare vesti pregiate, gli alberi fumare sigarette. E dunque non si lascia sfuggire l’occasione di sorprendere il lettore con alcune trovate che ne evidenziano talento e determinazione. Cerca inoltre di donare una piacevole leggerezza alle proprie storie attraverso un linguaggio chiaro e scorrevole, coniugato con la capacità di non prendersi troppo sul serio che è tipica delle persone curiose, perché affamate di vita.

Il risultato finale, questo promettente “Almeno mi racconto”, è un omnibus che fissa sul foglio un percorso di vita lungo e tortuoso. Esso offre alcuni dei suoi momenti più interessanti nei flash dedicati al rocambolesco lavoro di attrice (quasi un corso di sopravvivenza), svelando i retroscena di quel matto e intrigante mondo, pieno di nevrosi, che c’è dietro una rappresentazione. Un mondo dove non è tutto oro quel che luccica, anzi...

Interessante, in particolare, appare la “denuncia-sfogo” della corruzione morale presente nel racconto “Crepino gli artisti!”: “Intellettuali depressi e depravati, un branco di sfigati che autocelebrano le loro frustrazioni...”.

Deve infine aggiungersi che il libro è impreziosito non poco da una copertina di sicuro effetto, firmata Bruno Di Marco. Anche l’occhio vuole la sua parte.

Daniela Rindi, Almeno mi racconto (Edizioni il Foglio) pagg. 200, Euro 15,00

Fernando Bassoli



 




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E cadi vaffanculo
post pubblicato in Diario, il 4 novembre 2011


E certo ce lo doveva dire Napolitano che la situazione economica è gravissima, non lo sapevamo da soli! Sono anni che diciamo che questo governo se ne deve andare a casa! Chi aveva ragione? Questa gente ci ha rubato il futuro, ci ha tolto perfino la libertà di sognare, di sperare, ha consegnato il nostro destino al Superenalotto e al gratta e vinci, ma ci voleva tanto a capire che non erano queste le persone in grado di salvare l'Italia?



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Letteratura contemporanea, La magia di Palude
post pubblicato in Diario, il 4 novembre 2011


 

Quando stavo leggendo "Palude" - che anno sarà stato, il '97? il '98? il '99? boh - frequentavo il bar delle case popolari.
Un giorno stavo lì a cazzeggiare con Gerardo - il barista - quando entra un cristone baffuto che si pianta sulle gambe davanti al bancone come se il caffè non dovesse prenderlo ma... pararlo. Sì, avete capito bene: pararlo. E subito mi viene da pensare: "Ma questo, cazzo, sembra proprio il personaggio Palude... di Pennacchi!". La cosa mi fece seriamente pensare che mi stavo rincoglionendo.
A distanza di anni, scoprire dalla foto sui giornali relativa alla presentazione latinese - e sottolineo latinese - della nuova edizione del libro che quello che mi sembrò poter essere Palude... era davvero Palude in carne ed ossa... mi fa toccare con mano la grande magia della letteratura.

E toccare con mano una magia non è cosa che capita tutti i giorni.




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Leggere fa bene alla salute
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2011


 

Che ne dite di leggere un po'? :-) Magari qualcosa che vi rigeneri dal profondo... che vi regali una nuova, inaspettata rinascita... 

 
Se volete un buon consiglio leggete Elisir, di Fernando Bassoli.


 

 

" Elisir è un sogno, un delirio, l’essenza dell’anima. È una raccolta di versi che si trasformano in pozioni miracolose, in medicine per lo spirito. È un insieme di passione e vitalità, arte e intuizione, incubo e magia. L’autore descrive così i più profondi impulsi dell’animo, le incertezze, i quesiti insormontabili di una coscienza mai quieta, perché sensibile e trascendente rispetto alle accezioni più recondite della vita stessa. Ma, come in ogni verità che non sia illusione, oltre alla purezza istintiva della genialità creativa dell’autore, troviamo nei versi, a tratti innocenti, anche del malanimo, lasciato finalmente traboccare, con tutta la sua forza, dalla prigione forzata che lo teneva legato all’antro più buio. E così i versi divengono velenosi poco a poco, intrappolando i lettori in spire sempre più strette, fino a far mancare il fiato". 

(Francesca Lulleri)

http://www.compraebook.it/187/Elisir.html




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Roma - Milan 2 - 3
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2011


 

Tre sconfitte nelle ultime quattro gare (guarda caso, tutte senza Capitan Totti) sono decisamente troppe per la pazienza di una tifoseria, quella romanista, che fin dal primo giorno di ritiro non ha fatto mancare il proprio sostegno al “Progetto Roma” accogliendo a braccia aperte l’uomo nuovo Luis Enrique, pescato – non si capisce perché – dal Barcellona B, quando forse la soluzione buona era già in casa e a buon prezzo, con la conferma dell’allenatore del momento, cioè quel Vincenzino Montella che, ironia della sorte, ha raccolto altri e più convinti applausi battendo 2 – 1 in rimonta il quotato Napoli col suo Catania, proprio mentre la Roma veniva letteralmente travolta all’Olimpico, ben oltre quel che dice il risultato, da un Milan che è parso già dopo una ventina di minuti di un’altra categoria tecnica, con calciatori-artisti quali Ibrahimovic e lo stesso Cassano, quando è entrato, che hanno sovrastato nell’uno contro uno i propri avversari.

 

L'INCERTO DOMANI - C’è da preoccuparsi? Sì, perché quando una compagine dalle dichiarate ambizioni, seppure a media-lunga scadenza, becca ben tre goal di testa nella stessa partita, per giunta in casa, non può essere un caso. La difesa ha lacune che a tratti sembrano non risolvibili, amplificate dal pessimo stato di forma del portiere olandese Stekelemburg, sul quale il preparatore dei portieri, l’amatissimo Franco Tancredi, dovrà lavorare moltissimo, cominciando a chiedergli conto della non parata sul terzo goal di Ibra (al centro della porta) che ha di fatto chiuso i giochi. Ma non è sul singolo che vogliamo concentrare le nostre critiche. E’ l’intera organizzazione di gioco (già, ma quale gioco?), quella che il mister chiama “proposta”, che non appare all’altezza delle legittime aspettative di società e tifosi. Oltre a migliorare in fretta il proprio italiano, Enrique deve capire che la Roma non è, per i romani e romanisti, una semplice squadra di calcio, ma qualcosa di più. Questo perché tra squadra e città esiste un saldissimo legame per così dire spirituale, una sorta di osmosi dei sentimenti che oscillano inquietanti tra l’eccesso d’amore e la rabbia malcelata davanti a certe umiliazioni sportive. Perché di questo si è trattato. Mai competitivo, in questo anticipo del sabato della decima di campionato, l’undici giallorosso ha fatto cascare le braccia già alla fine del primo tempo, quando francamente sarebbe servito avere Maradona, Zico e Beckenbauer in panchina per potere sperare di fare i cambi giusti e cambiare volto alla tenzone. La Roma, per chiamare le cose col proprio nome, ha fatto letteralmente schifo, tornando ai livelli di gioco vergognosi proposti nelle prime indegne esibizioni contro la Cenerentola Slovan Bratislava costate l’eliminazione dall’Europa League fin dal turno preliminare, con tutto ciò che ne consegue, mancati introiti inclusi.

 

IL MILAN - Sulla prestazione dei rossoneri, i quali, va detto, erano privi di Seedorf, Antonini, Pato, Gattuso e Mexes, non c’è molto da dire. Gli uomini di Allegri hanno fornito una prova convincente, ma non trascendentale, si sono limitati ad aspettare il momento buono per colpire con tagli e passaggi filtranti e quelli che un tempo si chiamavano traversoni, che hanno messo a nudo le magagne della balbettante difesa avversaria, spesso palesemente maldisposta in marcatura, perfino sui calci da fermo o sui corner come nel caso del secondo goal, quello di Nesta, che ha potuto colpire la palla di testa senza incontrare opposizione alcuna. Il centrocampo sembra avere metabolizzato la momentanea perdita di un uomo carismatico come Rino Gattuso, che deve superare un problema ad un occhio, e quando rientrerà Mexes anche la difesa potrà contare su alternative dello stesso livello dei Nesta e dei Thiago Silva, cioè di Top player. I rossoneri, anche visto il momento particolarmente buio attraversato dall’Inter, possono cominciare a sognare lo scudetto, Juve permettendo. Il Milan è una grande squadra, ma questo già si sapeva.

 



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Serie A, la Nona
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2011


 
http://www.agoravox.it/Calcio-la-Nona-giornata-di-serie-A.html



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Giovedì 27 ottobre fiaccolata contro tutte le Mafie a Latina
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2011


L’attentato del quale vi abbiamo dato notizia nei giorni scorsi, consumato contro il “Villaggio della Legalità” di Borgo Sabotino (Latina), gestito dall’Associazione “Libera” ha profondamente scosso, come era inevitabile, la parte sana di una città che, nonostante il peso di una crisi economica epocale, forse non pensava di essere così vulnerabile. La società civile è sotto choc e il dibattito politico è aperto, col consueto scambio di “opinioni” tra maggioranza e opposizione.

QUALE RISPOSTA? - Far scorrere fiumi di parole in questi casi è fin troppo facile. Ma davanti alla gravità di determinate situazioni-limite servono i fatti, le azioni di uomini di buona volontà e gruppi di cittadini o associazioni che marciano a testa alta sulla strada della legalità e di quel rispetto delle regole che sta alla base di una democrazia degna di tale nome. Di concreto, per ora, è stata organizzata una “Fiaccolata per la legalità” per dire no a tutte le mafie nella provincia. Trattasi di una pubblica manifestazione promossa dalla Cgil di Roma e del Lazio e dalla Cgil di Latina al fine di «rispondere all’incursione vandalica che venerdì notte ha gravemente danneggiato il Villaggio della legalità di Libera a Borgo Sabotino». «Di fronte ai fatti dell’altro ieri non si può rimanere inerti – hanno spiegato ai colleghi di Latina24ore.it Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Salvatore D’incertopadre, segretario generale della Cgil di Latina -. Occorre lanciare un messaggio forte alla criminalità organizzata che si sta infiltrando nel tessuto economico e sociale anche del territorio di Latina e per farlo dobbiamo dimostrare di essere in tanti e di essere uniti nella lotta per la sicurezza e la legalità. Rivolgiamo pertanto un appello a tutte le istituzioni locali, ai cittadini, alle realtà associative e alle forze politiche a prendere parte alla fiaccolata che stiamo organizzando per giovedì 27 ottobre. L’appuntamento è in Piazza del Popolo a Latina, alle ore 18.30».

DIRE DI NO AL MALE - La domanda che tutti dobbiamo porci è se iniziative di questo tipo possano rivelarsi davvero utili. La risposta è sì, senza alcun dubbio. Perché la prevenzione dei fenomeni criminosi deve essere sviluppata su un doppio binario, vale a dire quello della repressione dei fatti che costituiscono reato e dell’educazione al rispetto della legge di quanti non hanno intenzione di abbassare la testa e cedere ai ricatti dei delinquenti che negli ultimi anni sembrano avere trovato terreno fertile per i loro affari in un territorio, quello dell’Agro pontino, situato in una zona strategica dei commerci del crimine (sostanze stupefacenti in primis), cioè tra due metropoli come Roma e Napoli. L’errore che i latinensi non possono permettersi è quello di credere che le Istituzioni preposte abbiano la forza di risolvere il problema da sole, cioè senza la fattiva collaborazione di noi tutti. Ciascuno, nel proprio piccolo, può fare molto, ad esempio non accettando compromessi di sorta, come i prestiti usurari, che rappresentano una piaga cittadina, come emerso dai processi degli ultimi anni. La cosa fondamentale è poi non lasciarsi intimidire, mostrare di non avere alcuna intenzione di cedere un millimetro di terreno (ogni riferimento agli abusi edilizi in attesa dell’ennesimo condono è puramente casuale) al malaffare.

 




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La parentesi pallonara, by Fer
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2011


Una domenica drammatica, quella dell’8a di serie A, perché coincisa col giorno della scomparsa di Marco “Sic” Simoncelli, vittima di quella velocità che è stata la compagna prediletta di una giovane vita spezzata, proprio sul più bello, da un destino spietato.




Proprio in memoria del simpatico ragazzo, le partite sono state precedute dal classico minuto di silenzio.

Confermiamo le nostre impressioni: si tratta di un campionato più che anomalo, se è vero che c’è l’Udinese del (solito) Di Natale in cima e una seconda virtuale che si chiama Atalanta, la quale comincia a giocare anche bene, se è vero che l’Inter fatica perfino col Chievo (1-0) e mantiene una posizione di classifica da fare strabuzzare gli occhi, se è vero che uno stralunato Milan (3-4) era sotto di tre reti a Lecce dopo 45 minuti, se è vero che la Roma (1-0) rimane un cantiere aperto tutto da decifrare e soprattutto se è vero che Conte ci sta capendo poco alla guida di una squadra, la Juve, che di una certa vecchia signora mantiene solo il nome, disposta in modo troppo sbilanciato (4-2-4) al punto da palesare sbandamenti difensivi alla “Mai dire goal” come emerso nel 2-2 interno col brillante Genoa di Malesani.




(nella foto d'epoca, Alcide Ghiggia)

La Lazio ha fatto il suo a Bologna (0-2), ma ha giocato contro un avversario evanescente, un malato grave che il neotecnico Pioli faticherà a rimettere in piedi, perché la rosa è quello che è, né si può pretendere sempre miracoli dal “vecchio” bomber Di Vaio, che quest’anno ancora non ingrana.

Battendo l’ottimo, volitivo Catania di Montella mercoledì all’Olimpico, i biancocelesti guidati da Edy Reja potrebbero ritrovarsi lassù, dove – non è un caso - osano le aquile. Un’impresa non impossibile.

Giornata interlocutoria per il Napoli, che doveva cercare di fare qualcosa di più a Cagliari (0-0), mentre la sconfitta del Palermo all’Olimpico, complice una magia della new-entry Lamela (sinistro a giro dalla destra), ci può anche stare. Oltre alla splendida pennellata dell’argentino, abbiamo ancora negli occhi due autentiche prodezze di Prince Boateng, entrato nella ripresa per dare la scossa al Milan: un esterno sinistro letale proprio sotto l’incrocio e un esterno destro sotto la traversa di rara bellezza che, da soli, valevano il prezzo del biglietto.

Continua a deludere la Fiorentina (2-2) di un contestatissimo Mihailovic, che sta però recuperando il miglior Jovetic. Martedì i viola saranno di scena a Torino, ore 20:45, e dovranno sfoderare una grande prestazione se vorranno fare punti.

Piace, ancora una volta, il Siena di mister Sannino (2-0 al Cesena). Che la massima serie si sia accorta di lui troppo tardi?

Tra le gare in programma mercoledì 26 ottobre (9a giornata) vanno segnalate Napoli-Udinese (che promette tante reti) e un interessantissimo Genoa-Roma, aperto a tutti i risultati, mentre rischia grosso l’Inter (11 personaggi in cerca di... gioco) a Bergamo. L'Atalanta, da questa partita, ha solo da guadagnare...

In coda, Lecce e Cesena sembrano in caduta libera e hanno davanti rispettivamente il Palermo fuori e il Cagliari in casa. Un altro stop potrebbe far saltare entrambe le panchine (Di Francesco e Giampaolo).

Questa la classifica:

Udinese 15

Lazio 14

Juventus 13

Cagliari 12

Napoli, Roma, Milan 11

Palermo, Catania 10

Chievo, Parma, Genoa, Fiorentina, Siena 9

Atalanta 8 (pen. - 6)

Inter 7

Novara 5

Bologna, Lecce 4

Cesena 2




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Attentato mafioso a Latina
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2011


Quando, alcuni anni fa, scelsi di intitolare un mio breve racconto “Latina criminale” avevo visto giusto, ahinoi. Oggi la mia città si è svegliata davvero male. Turbata, ferita da un fatto di cronaca che non si presta ad equivoci. L’apparentemente tranquilla città laziale continua ad essere teatro di vicende che sembrano testimoniare il crescente inquinamento di un luogo che, un tempo, era una sorta di oasi felice, dove sognare di tradurre in realtà il riscatto socioeconomico inseguito da molte famiglie scese nell’Agro pontino da varie regioni italiane. È di queste ore l’ultimo drammatico evento. Il villaggio di Borgo Sabotino (Latina) – era stato affidato a affidato mesi fa a “Libera”, cioè il Coordinamento delle associazioni antimafia – è stato oggetto di un autentico raid punitivo, portato a termine da un vero e proprio commando, consumato col favore delle tenebre. Secondo il giudizio degli inquirenti sono state otto-dieci le persone che avrebbero preso parte attiva alle violenze, pianificate con cura. Lo scenario parla chiaro: sanitari danneggiati, vetrate spaccate, fili elettrici tagliati, la sala proiezioni sfasciata, danni di varia natura.

IL LUOGO - Questo terreno, di circa quattro ettari, fu confiscato per il reato di abusivismo edilizio affidato a Libera. Era stato inaugurato il 18 luglio 2011 alla presenza di Don Ciotti e intitolato a Serafino Famà, una delle (molte) vittime di mafia del nostro tormentato Paese. Da allora i volontari hanno lavorato senza sosta per migliorare la vivibilità dell’area, che presenta una grande tensostruttura. Ma la devastazione avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ha vanificato, nei fatti, un anno di duro lavoro, lasciando un messaggio intimidatorio che le Istituzioni faranno bene a non sottovalutare.

NEL RICORDO DI DON BOSCHIN - Va aggiunto che, per la giornata di sabato 22 ottobre, l’associazione aveva organizzato un incontro che prevedeva, tra le altre cose, la visita al vicino Borgo Montello dove morì, assassinato, Don Cesare Boschin, forse a seguito di una rapina, il 30 marzo 1995. Ma c’è chi sospetta che qualcuno gli abbia voluto chiudere la bocca perché si interessava di “situazioni particolari” legate alla discarica di Borgo Montello. Ciò che dà da pensare è che alcuni giorni prima dell’omicidio, questo sacerdote, che era giunto dal Veneto negli anni ’50, parlava di strani movimenti notturni nei pressi della discarica: scarichi in piena notte, odori nauseanti…

LA TINA A UN BIVIO - Antonio Turri, noto in città per il suo impegno contro le Mafie, non si dà pace. “Un evento che avevamo pubblicizzato per sensibilizzare i cittadini… che è diventato il bersaglio della violenza. E’ stata un’azione pianificata con una forza militare.” ha detto ai colleghi di Repubblica. Una cosa è sicura: per i cittadini di Latina è tempo di aprire gli occhi e di scegliere una volta per tutte da quale parte stare.

 




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La sorellina, Raymond Chandler
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2011


 
http://www.sololibri.net/La-sorellina-Raymond-Chandler.html

by fer



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Dopo il derby
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2011


 

Le pagelle Roma

“Il fallo su Brocchi era leggermente fuori area”. L'espulsione di Kjaer non c’era, perché non era una chiara occasione da goal, dato che Brocchi quella palla non l'avrebbe mai presa”. “Il goal di Klose era in lieve fuorigioco, ma Stekelemburg dov'era?”. “Luis Enrique doveva far giocare Burdisso dall'inizio”. "L'assenza di Totti si è sentita molto”. Questi alcuni dei commenti a caldo degli ascoltatori-tifosi, sentiti in radio dopo la vittoria laziale maturata in zona Cesarini, grazie ad una zampata del Panzer Klose, quando l’undici giallorosso pensava di essere riuscito a portare a casa un punto che sarebbe stato di platino, dato che la Roma ha dovuto giocare in 10 (quasi) tutto il secondo tempo. Ma la rete all’ultimo respiro non deve trarre in inganno, la Lazio ha sostanzialmente meritato la vittoria, legittimata anche da due clamorosi pali (strepitoso quello colpito da Cissè con un poderoso destro al volo), anche se l’arbitro Tagliavento non è certo apparso nella sua migliore giornata. La partita ha detto cose risapute: i biancocelesti hanno un gioco collaudato, che quest’anno si giova dell’apporto di attaccanti di caratura internazionale: il trio Cissè-Hernanes-Klose è da grande squadra. La Roma invece deve ancora oliare bene il motore e perfezionare quei piccoli meccanismi di gioco che alla lunga fanno la differenza, ma i problemi difensivi devono preoccupare: i giallorossi prendono quasi sempre goal e forse è venuto il momento di provare a dare spazio e fiducia a un elemento di tecnica superiore alla media come il brasiliano Juan.

Roma/Le pagelle

Stekelenburg 5 - Sul rigore può fare ben poco. Ma al momento sembra il clone di Doni. In evidente ritardo sul tiro vincente del tedesco Klose. L’olandese sembra avere poca esplosività nelle lunghe leve. Inoltre non pare trasmettere sicurezza alla difesa. Era però al rientro dopo l’infortunio alla testa (fallo di Lucio dell’Inter) e anche questo fatto deve essere considerato

Rosi 6 - Sfortunato, il ragazzone della Garbatella. La sua gara dura solo 37 minuti, poi esce per un malanno alla caviglia, causato da un duro contrasto con Radu. Conferma comunque i progressi tattici e avrà altre occasioni per dimostrare il suo valore. I margini di miglioramento restano enormi

Kjaer 4 - Una sciagura. Lascia colpevolmente la Roma in dieci a inizio ripresa. Stava disputando una gara apprezzabile. Ma l’errore è troppo grave e spacca la partita. Fa rimpiangere Burdisso e anche Juan.

Heinze 7 - Partita impeccabile, ma non è la prima. Prende in mano la difesa dopo l’espulsione di Kjaer. Sempre più leader del reparto e di tutta la squadra. L’argentino si sta rivelando un acquisto più che indovinato e sta entrando nel cuore dei tifosi, il che non è poco.

José Angel 5 - Teso fin dalle prime battute, incerto, in fase di involuzione. La giovane età, in un derby, può rivelarsi un handicap. Crescerà, i mezzi ci sono tutti

Perrotta 6 - 34 anni e non sentirli. Vicino al goal al 10° con un potente destro da fuori. Deve uscire quando i suoi restano in 10

De Rossi 6,5 - Gran partita davanti a un grande Hernanes. Resta fondamentale per la Roma, il punto di riferimento per la costruzione del gioco

Gago 5 - Giocatore di sostanza, non brillantissimo in questa occasione, dà comunque il suo contributo alla causa, anche se era lecito aspettarsi qualcosa di più

Pjanic 6,5 - Tanta classe, piedi d’oro, ma non sono queste le partite per lui, che fisicamente deve ancora irrobustirsi

Bojan 6 - Avrebbe potuto fare di più. Ma il talento è cristallino. Deve solo rendersi più pericoloso in fase conclusiva e capire meglio come si colpiscono le difese italiane

Osvaldo 6.5 - Ancora in goal, dopo il debutto in nazionale. E’ un magic moment per lui, ma ha avuto sul destro la palla dello 0-2 che avrebbe forse chiuso l’incontro. Utile anche in fase di ripiegamento

Dal 37’ - Cassetti 5,5 - Ammonito per un intervento scomposto su Hernanes. In ritardo sul gol decisivo

Dal 55’ - Burdisso 6 - Tutti i palloni che vagano in area di rigore sono suoi, come spesso accade. Quando lo ha preso dall’Inter la Roma ha fatto un affarone

Dal 73’ Pizarro 6 - Il Peq si rivela ancora una volta pedina che può tornare molto utile. Sembra più adatto di altri al tipo di gioco che ha in testa il tecnico asturiano. Se recupererà bene dall’infortunio potrà essere un titolare

All.: Luis Enrique 5 - Sceglie Gago a sorpresa. Purtroppo sceglie anche Kjaer in luogo del più esperto Burdisso. Non era facile resistere ai laziali che arrivavano da tutte le parti

Arbitro: Tagliavento 3/4 - Tanti, troppi errori, tanti, troppi cartellini. Non era l’uomo migliore per dirigere questa partita e la cosa era già stata segnalata da più parti in settimana




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Mar morto, Jorge Amado
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2011


 
http://www.sololibri.net/Mar-Morto-Jorge-Amado.html

by Fer



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Come campa un uomo senza soldi?
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2011








Info qui:

http://www.compraebook.it/193/Come-campa-un-uomo-senza-soldi.html 



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La miopia della nostra classe dirigente
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2011


Ecco dov'è che restiamo indietro...

"A cosa serve l’ennesima fiducia, se poi non si fa nulla per lo sviluppo e, anzi, scompaiono definitivamente i fondi per la banda larga?".

Lo chiede in una dichiarazione Roberto Rao dell’Udc.
‘‘Il Governo, dopo aver annunciato piu’ volte lo stanziamento dei pur insufficienti 800milioni di euro, ha gettato la maschera, ammettendo di non voler realizzare un’infrastruttura fondamentale per il rilancio della nostra economia. Qual e’, dunque, il ruolo del ministro dello Sviluppo economico?’"



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